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PANCIA PIATTA? LA SOLUZIONE È NELLA MAGNETOTERAPIA

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La magnetoterapia fa bene? I benefici della magnetoterapia sono conosciuti tanto quanto le controindicazioni. La pratica che simula i campi magnetici terrestri e predispone il corpo in un ambiente ottimale per curarsi, divide gli animi. Scopriamone insieme pro e contro.

Di cosa si tratta? Quando sentiamo parlare di magnetoterapia spesso pensiamo ad apparecchiature extraterrestri collegate al nostro corpo, dai poteri paranormali. Non è così: la magnetoterapia si riferisce all’ applicazione a scopo terapeutico di un campo prevalentemente magnetico originato da frequenze basse e alte, con un polo positivo e uno negativo, che rigenera le cellule lese migliorando così il movimento della parte trattata e ripolarizzando le membrane cellulari; inoltre produce un’azione antistress e promuove un’accelerazione di tutti i fenomeni riparatori con netta azione bio rigenerante, antinfiammatoria, antiedematosa, antalgica, senza effetti collaterali. Più semplicemente, senza entrare in tecnicismi, potremmo definirla come una sorta di fisioterapia attraverso i campi magnetici, senza l’impiego di nessun farmaco. La vasta gamma di benefici non è completamente conosciuta ma si crede che agisca aumentando la circolazione del sangue per un maggiore apporto di ossigeno e nutrienti e dà un miglioramento rimuovendo le tossine dai tessuti corporei.

Da dove arriva? Cleopatra, donna di leggendaria bellezza si dice che portasse un piccolo magnete sulla fronte per mantenersi in splendida forma. Fu un alchimista svizzero al principio del XVI secolo, a studiare e a mettere in luce le potenzialità curative del magnete; riteneva che qualsiasi parte del corpo se esposta alla forza magnetica sarebbe stata curata meglio e più rapidamente che da qualsivoglia medicina. Verso la metà del XX secolo, l’interesse per la guarigione magnetica aumentò rapidamente in paesi come l’India, la Russia e il Giappone. Solamente da qualche decennio i campi magnetici vengono impiegati a scopo terapeutico sia in strutture pubbliche che private. Potremmo dire che ora si coloca tra la medicina tradizionale e quella alternativa.

 

Come si pratica? La magnetoterapia viene praticata attraverso un macchinario piccolo e maneggevole da acquistare o noleggiare i negozi per dispositivi medici e sanitari. E’ facile da utilizzare, ovviamente su indicazione dello specialista che ne indica il trattamento, per tipologia, intensità e durata. Esistono tre forme di magnetoterapia, a seconda della sorgente del campo magnetico.

  • La magnetoterapia statica, utilizza magneti da applicare alla parte da trattare, è la forma di magnetoterapia più semplice.
  • La magnetoterapia a bassa frequenza, utilizza campi variabili con frequenze da 10 a 200 Hz (cicli al secondo) e densità di flusso da 50 a 300 gauss.
  • La magnetoterapia ad alta frequenza, utilizza frequenze radio (da 18 a 900 MHz), quindi notevolmente più alte rispetto a quelle della strumentazione a bassa frequenza (1 MHz significa un milione di Hz).

Benefici della magnetoterapia: Riduzione del dolore articolare e capacità di curare i nervi, i tessuti, i muscoli, le ossa:

  • Artrite: la magnetoterapia svolge la sua azione in virtù dell’effetto ionizzante ed antiinfiammatorio dei tessuti. Aumento del flusso ematico periferico ed aumento della velocità di scorrimento del sangue.
  • Artrosi: la magnetoterapia aumenta l’irrorazione vascolare quindi il sangue va a nutrire la cartilagine; può essere un grande aiuto anche dal punto sintomatico – doloroso;
  • Lesioni, ecchimosi, contusioni: attraverso la rigenerazione dei tessuti mediante un meccanismo ripolarizzante le membrane cellulari ed una neuroregolazione delle attività biochimiche tissutali. La magnetoterapia promuove quindi un’accelerazione di tutti i fenomeni riparatori con netta azione biorigenerante, antinfiammatoria, antiedematosa, antalgica
  • Formicolio e parestesie: la magnetoterapia è vantaggiosamente utilizzata nelle arteriopatie e nelle flebopatie determina una  sensibile riduzione dello stato edematoso del derma, come conseguenza di un effetto protettivo sui rapporti tra tessuti e microcircolo.
  • Prevenzione dei disturbi cronici;
  • Sciatalgie, lombosciatalgie, ernia del disco;
  • Stimolazione acumagnetica e capacità di equilibrio
  • Insonnia: l’effetto principale del magnetismo nelle turbe depressive, è da identificarsi con ripristino della comunicabilità fra sistema nervoso centrale e attività organiche legate al metabolismo, con conseguente diminuzione della reattività ed eccitabilità periferica
  • Miglioramento atletico dovuto alla riduzione di produzione dell’acido lattivo (equilibrando il pH)
  • Riduzione dello stress da inquinamento elettromagnetico

Quando è meglio non utilizzare la magnetoterapia:

  • forti magneti (sopra i 1.000 gauss) devono essere tenuti lontani dalle persone con pacemaker e altri impianti di tipo elettrico
  • durante la gravidanza non usare o non avvicinare all’addome
  • non mettere i magneti vicino a un distributore transdermico di farmaci (potrebbe alterare la quantità distribuita)
  • non usare il polo positivo vicino alla testa
  • non usare il polo positivo per più di 30 minuti a causa della risposta allo stress
  • non usare un letto magnetico per 24 ore al giorno (il polo negativo potrebbe sopprimere le funzioni adrenaliniche)
  • attendere dai 60 ai 90 minuti dopo aver mangiato prima di applicare i magneti all’addome per assicurarsi che sia avvenuta la peristalsi (il polo negativo potrebbe rallentare l’azione dei muscoli)
  • non usare il polo negativo durante gli attacchi di asma (potrebbe costringere i muscoli)

 

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